La bioarchitettura di Friedensreich Hundertwasser

La bioarchitettura di Friedensreich Hundertwasser

L’uomo è avviluppato in 3 strati: la sua pelle, i suoi vestiti e i muri della casa.”
La teoria metafisica sviluppata da Frederich Hundertwasser trascende l’architettura, l’uomo, l’eco sostenibilità, per fondere insieme tutti questi elementi e teorizzare un modo nuovo di abitare ma soprattutto di vivere.

Qui è Frederich Hundertwasser?

Frederich Hundertwasser nasce nel 1928 a Vienna, città dove morì nel 2000 dopo una vita visionaria dedicata a combattere l’omologazione e la razionalizzazione, responsabili, secondo lui, di separare l’uomo dalla natura e quindi di stravolgerne la sua vera integrità.

Non solo architetto ma anche pittore e attivo ecologista. Origini ebraiche da parte di madre, e un’infanzia spesa a frequentare la gioventù hitleriana per sottrarsi alle persecuzioni naziste. Ha studiato all’Accademia di Vienna dove ha appreso le tecniche di base del disegno ma è solo viaggiando che ha sviluppato la sua personalità. Prima di approdare all’architettura, realizza una serie di opere astratte nelle quali ricorre il motivo della spirale.

Le opere più famose

La Hundertwasserhaus di Vienna, social housing costruita nel 1986, è la sua opera più famosa e il simbolo del suo pensiero architettonico. Si tratta del primo esperimento di architettura interamente biocompatibile. Tutti i materiali impiegati durante la costruzione sono ecocompatibili, dalle porte in legno fino alle colle e alle vernici anch’esse di origine naturale. I tetti e le terrazze verdi sono stati realizzati con 900 tonnellate di terreno ed enormi quantitativi di argilla drenante per recuperare l’acqua piovana. Il verde è ovunque e le case sembrano germogliare come se fossero piante. I rami degli alberi traboccano da terrazze e tettoie, come un giungla urbana in cui l’uomo può trovare riparo.

Proprio di fronte all’Hundertwasserhaus si trova l’Hundertwasser Village, l’unico centro commerciale realizzato dall’artista, costruito nel 1991.
Ispirato al movimento della secessione viennese, in particolare all’opera dei pittori austriaci Egon Schiele e Gustav Klimt, Hundertwasser ha incorporato le sue spirali decorative e labirintiche nella sua architettura. Attraverso la continua ricerca delle forme e dei colori, l’artista ha sviluppato la sua teoria del “transautomatismo”, ispirato dal concetto di automatismo surrealista (pittura o disegno senza autocensura consapevole) e ha cercato di allentare le rigide regole dell’arte convenzionale per enfatizzare l’esperienza dello spettatore. Il suo stile viene spesso paragonato a quello di Antoni Gaudi.

Manifesti

Profondamente contrario ad uno stile di architettura monotona, auspicava il boicottaggio dell’architettura delle “linee rette ” rivendicando la libertà e il diritto di creare strutture personalizzate. Ha partecipato attivamente a numerose manifestazioni di protesta e composto e pubblicato opere che sono divenute veri e propri manifesti, come:
• Manifesto per il boicottaggio dell’architettura (1968)
• Il diritto della finestra, il dovere dell’albero (1972)
• Che tutto sia ricoperto di vegetazione (1980)
• L’albero inquilino (1981)
• Il medico dell’architettura (1990).

Tra le altre opere ricordiamo il complesso alberghiero Rogner Bad Blumau, completamente immerso nel verde, interamente fuso nella collina che lo ospita, dove le case sembrano emergere dal terreno ricoperte da manti erbosi.
Un tetto verde inclinato ad andamento spiraliforme e facciate variopinte contraddistinguono invece il Waldspirale. Un complesso residenziale costruito nel 1990 a Darmstadt, in Germania.
Tra le realizzazioni più recenti vale la pena citare la Cittadella Verde a Magdeburgo, sempre in Germania. Anche qui il suo stile inconfondibile armonizza facciate coloratissime con una natura che esplode dall’interno delle abitazioni.
Un artista che ha lasciato tracce indelebili nell’architettura contemporanea che ancora abbiamo la fortuna di poter ammirare attraverso le sue realizzazioni da cui magari continuare a trarre ispirazione.

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