Tra le tante proposte di Ricostruzione per il Tetto di Notre Dame spicca un progetto Green

Tra le tante proposte di Ricostruzione per il Tetto di Notre Dame spicca un progetto Green

L’incendio di Notre Dame

Il 15 aprile scorso a Parigi si è consumata una tragedia storica, architettonica e culturale: il tetto della cattedrale di Notre Dame, ha cominciato a bruciare. Dalle 18.50 in poi l’intera umanità si è fermata a guardare uno dei disastri architettonici più grandi degli ultimi secoli.
L’incendio, durato molte ore, è stato spento completamente solo all’alba rilasciando un triste scenario davanti agli occhi dei cittadini e dei turisti: il tetto della Cattedrale era completamente bruciato e una guglia crollata.
Nella Cattedrale erano in corso dei lavori di restauro riguardanti proprio la guglia che svettava in cielo a 93 metri d’altezza. I ponteggi esano presenti dall’estate scorsa ma il via ai lavori era arrivato solo nelle ultime settimane.
Le origini della tragedia potrebbero essere attribuibili a un guasto elettrico tra l’ascensore e il sistema di illuminazione presenti nel cantiere ma le indagini sono ancora in corso e la causa potrebbe essere differente. L’incendio è divampato, ad ogni modo, tra le impalcature e il sottotetto che si trova nella parte centrale della cattedrale, completamente in legno, e da lì si è esteso con una rapidità estrema. Sarà la procura di Parigi a stabilire tutte le responsabilità del caso e chiarire la sequenza dei fatti.
Il resto della struttura, grazie all’intervento dei vigili del fuoco e al duro lavoro portato avanti per ore e senza sosta, si è fortunatamente salvato.

I progetti di ricostruzione

Per mettersi alle spalle l’accaduto si è subito cominciato a parlare di ricostruzione-lampo e molti sono stati i progetti avanzati dagli architetti più famosi: i più conservatori punterebbero ad una ricostruzione pari all’originaria mentre altri hanno pensato a soluzioni più innovative.
L’architetto romano Fuksas propone, ad esempio, la costruzione di una guglia realizzata unicamente in cristallo a forma di spirale, a simboleggiare l’ascesa verso l’alto e quindi il contatto tra uomo e Dio attraverso la spiritualità.
Tra le altre idee avanzate vi è quella di sostituire la guglia originale con una proiezione di luce.
Tra i progetti più originali spicca però la proposta di creare un’enorme serra, proprio al di sotto del tetto della Cattedrale.

Il progetto green di Studio NAB

La proposta, assolutamente green, proviene dallo studio di architetti francesi denominato Studio NAB, che ne ha pubblicato la bozza sul sito di Designboom. Il lavoro è stato intitolato “Notre Dame de Paris in green for all of us” e nasce con l’obiettivo di trasformare il sottotetto della Cattedrale in un luogo che unisca storia, ecologia e problematiche sociali. La grande serra in vetro nel sottotetto di Notre Dame inviterebbe alla meditazione, ospiterebbe laboratori didattici con lo scopo di avvicinare i più piccoli alla natura e potrebbe dar vita a progetti di reinserimento lavorativo per i disoccupati in campo agrobiologico. Una “fattoria urbana” in grado di produrre ogni anno più di 20 tonnellate di frutta e verdura utili a nutrire le persone in stato di difficoltà.
Per la realizzazione dei terrapieni della serra prevedrebbe inoltre il recupero del legno rimasto integro dopo l’incendio. La struttura del tetto sarebbe molto simile all’originale: si differenzierebbe solo per le travi dorate in acciaio, utili a sostenere i pannelli di vetro.
Oltre alla creazione della serra trasparente, il progetto dello Studio NAB comprende anche la ricostruzione della guglia che diventerebbe un apiario con decine di alveari utili a ospitare la moltitudine di api sopravvissute all’incendio, che da tempo popolano Notre Dame: più di 2000 esemplari che vivevano tra le guglie e i gargoyle e dei quali si sta occupando al momento l’apicoltore Nicolas Geant.
Un progetto difficile da realizzare ma che unirebbe senz’altro l’utile al dilettevole e sarebbe al passo con i tempi e con le nuove esigenze ambientali.